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sabato 26 febbraio 2022

Le nuove centrali: PROGETTO QUALTRA E NON SOLO

 Dobbiamo tornare ad informarvi sugli sviluppi dei progetti geotermici che interessano il nostro piccolo territorio. Mentre il progetto ministeriale cosiddetto “Castelnuovo” dorme nel ministero della transizione ecologica in attesa di un ultimo passo formale che ne autorizzi la realizzazione, ci sono delle novità che invece riguardano il progetto regionale cosiddetto Qualtra.

Abbiamo saputo che la Regione ha ripreso in mano questo progetto per la realizzazione di una centrale geotermica da 10 MW per arrivare al permesso di costruire. Ci sarà a breve una riunione (detta “conferenza dei servizi”) a cui i vari uffici della Regione e il Comune di Castelnuovo parteciperanno per autorizzare la costruzione della centrale di Magma. Noi cittadini da queste ultime fasi siamo esclusi. Il sindaco Ferrini, che abbiamo incontrato, ci ha rassicurato che in quel contesto cercherà di ottenere tutte le possibili garanzie da parte di Magma che i lavori si svolgano secondo le prescrizioni richieste e in più che la società si impegni insieme al comune ad effettuare un sopralluogo certificato sullo stato degli immobili presenti nell’area, allo scopo di avere un quadro che registri la situazione attuale prima che le perforazioni e la messa in funzione della centrale possano provocare danni per terremoti indotti.

Alla conferenza dei servizi sarà presente anche il Comune di Radicondoli che, anche se non direttamente interessato dalla costruzione della centrale di Qualtra, lo è invece per quanto riguarda i possibili sviluppi di questo esperimento su una concessione di coltivazione che occupa ben diciassette kmq del suo territorio. Sembra infatti che in questa concessione di coltivazione che comprende i territori di Castelnuovo e Radicondoli per un totale di 27 kmq, Magma abbia intenzione (ovviamente in caso di successo nel reperimento delle risorse e nell’esercizio di una centrale sperimentale a reiniezione totale) di perforare altri pozzi e di costruire altre centrali. Se poi si aggiungono le altre due concessioni ministeriali (quella della centrale pilota Castelnuovo, sotto Montecastelli, e quella di Lucignano, sotto Radicondoli) che sono (guarda caso) proprio adiacenti alla concessione Magma, si può ben capire come anche Radicondoli sia interessato a partecipare e controllare gli sviluppi di Qualtra.

Dunque, se la centrale di Qualtra dovesse davvero funzionare e, prima ancora, se davvero le simulazioni che Magma ha fatto sul campo geotermico si rivelassero attendibili, ci ritroveremmo ad avere un’area di industria geotermica di una quarantina di kmq lì dove c’erano boschi, campi, fiumi e torrenti e un borgo medievale, anzi due, che tentano di rinascere.

progetto qualtra

Appare fin troppo evidente quanto da sempre il comitato ha sostenuto: la valutazione di impatto ambientale avrebbe dovuto tenere conto del contesto reale in cui si andava inserendo il progetto di Qualtra.

Ma a queste nostre obiezioni, la Regione ha risposto minimizzando e ha ignorato il fatto che il reale impatto ambientale da valutare non fosse quello di una centrale alla volta, ma quello di un disegno che ne prevede molte altre e che implica, di fatto, la svendita all’industria geotermica di un territorio prezioso perché ancora caratterizzato da quello che ormai sta scomparendo per sempre, il paesaggio della campagna toscana, in senso culturale e naturalistico.

La Regione non ha voluto ascoltare i nostri appelli e le nostre informazioni sui rischi che comporta la tecnologia proposta da Magma per queste centrali, ma sia dal Comitato che da Italia Nostra, sono state presentate perizie geologiche, paesaggistiche legali, pagate, come ben sapete, di tasca propria dagli abitanti di Montecastelli.
Tutti questi documenti rimangono depositati quali testimonianza di una contrarietà che la Regione ha volontariamente rigettato per una scelta che, qualora risultasse sbagliata, potrebbe inchiodare a pesanti responsabilità.
Tutti i progetti presentati raccontano ad esempio, di perforazioni da una stessa postazione dicendo così di voler evitare l’impatto ambientale delle condotte, come se fosse davvero così facile perforare sei pozzi da una stessa postazione.
Raccontano di forniture di acqua per le perforazioni ottenute da prese provvisorie che attingeranno dal fiume Cecina o da autobotti che provengono da chissà dove, con stime ottimistiche su quanta acqua davvero dovranno attingere.
E raccontano anche di un monitoraggio della microsismicità che nel caso dovesse registrare scosse troppo forti dovute alla reiniezione totale porterebbe ad una modulazione del regime della centrale, come se davvero gli abitanti della zona potessero essere delle cavie e una centrale potesse essere fermata con facilità.
Per questi motivi ci sembra ancora utile continuare la nostra azione di controllo e informazione.

sabato 10 agosto 2019

Montecastelli - aggiornamenti sui progretti di sfruttamento Geotermico

Cari tutti,

Ci sembra opportuno aggiornarvi sugli ultimi sviluppi della situazione che riguarda Montecastelli Pisano.
Come ben sapete i progetti di sfruttamento Geotermico nell’area sono due:
-Polo produttivo Qualtra di concessione regionale;
-Centrale sperimentale denominata Castelnuovo, di concessione demaniale.

Nel dettaglio:
Qualtra
Si è recentemente svolta la conferenza di servizi per la centrale di Qualtra, ma la seduta è stata aggiornata a data da definire. Sappiamo che in quell’occasione la soprintendenza ai beni culturali ha confermato il suo parere negativo, così come l’ufficio tecnico del Comune di Castelnuovo. Tuttavia ci aspettiamo che a breve il settore tecnico della Regione valuti positivamente  l’impatto ambientale del progetto, decisione che potrebbe essere ostacolata solo dalla presentazione di opposizione alla presidenza del consiglio dei ministri da parte di chi si dice contrario (soprintendenza e comune). Il passo successivo sarebbe il parere politico della Giunta regionale.
A tal proposito è importante, ora più che mai, che chi è più vicino al territorio, il nostro sindaco, sia sostenuto nella sua opposizione di contrasto alle decisioni della Regione.

Castelnuovo
Più o meno agli stessi punti è arrivata la procedura per la centrale di concessione demaniale, collocata subito sotto l’abitato di Montecastelli: la società ha presentato progetto una prima volta e poi una seconda volta con delle integrazioni, ma il ministero per i beni culturali, in entrambi i casi, ha espresso un duro parere negativo. Contestualmente la commissione tecnica del ministero per l’ambiente  (CTVIA) comunicava alla società costruttrice delle prescrizioni che non impediscono la realizzazione del progetto, ma la correggono. Qualora il ministero dell’ambiente emanasse parere positivo, come è possibile che avvenga a breve, ci vorrebbe la consultazione del consiglio dei ministri per decidere della fattibilità dell’impianto.

Insomma, i tecnici si sono espressi, ora lo devono fare i politici.

Dal momento che anche la centrale sul lago di Bolsena, denominata Castel Giorgio, è stata approvata dal consiglio dei ministri che ha schiacciato i pareri negativi delle regioni Umbria e Lazio, il momento ci appare difficile e l’unica possibilità di uscirne sarebbe un impegnativo ricorso al TAR.

La Presidente

Chiara Mezzedimi

mercoledì 24 aprile 2019

Il Tirreno - Borgo si ribella: «La Regione blocchi la centrale Magma»

Citiamo due articoli del Tirreno che riguardano la nostra battaglia:

21-04-2019 Borgo si ribella: «La Regione blocchi la centrale Magma»


Il comitato ha presentato le osservazioni all’Ufficio valutazione ambientale: «No al nuovo impianto, il nostro comune è già il secondo geotermico d’Italia»


Prima non c’era. Ora c’è. Il 5 febbraio scorso il Consiglio regionale della Toscana ha approvato la nuova legge sulla geotermia. È la normativa con regole più stringenti sulle richieste di concessione per realizzare nuovi impianti geotermici. «Ma la richiesta di Magma Energy Italia non rispetta la nuova legge», dice il Comitato Montecastelli Viva. E giovedì scorso è partito all’attacco. Insieme a Italia Nostra ha consegnato all’Ufficio valutazione d’impatto ambientale (Via) della Regione le osservazioni al progetto di realizzazione della centrale sperimentale nella zona Qualtra di Montecastelli. L’obiettivo è chiaro: bloccare la richiesta di autorizzazione e impedire la costruzione della nuova centrale. Continua a leggere... di Samuele Bartolini.

16-04-2019 Geotermia, un paese in lotta contro la centrale di Magma


Montecastelli Pisano si preparano le osservazioni al progetto Qualtra Si punta all’incompatibilità tra insediamenti industriali e sviluppo agrituristico



MONTECASTELLI PISANO. Ormai manca poco. L’avvocato Michele Greco di Orbetello, specializzato in diritto ambientale, sta limando gli ultimi dettagli. Si può dire però che le osservazioni sono pronte. Entro Pasqua il Comitato Montecastelli Viva le presenterà all’Ufficio valutazione impatto ambientale della Regione Toscana. L’obiettivo è chiaro: dimostrare che la centrale geotermica sperimentale nella zona Qualtra di Montecastelli Pisano non s’ha da fare. Non esclude l’effetto sismico, così da mettere a rischio le case del borgo medievale. È incompatibile con il Piano di indirizzo territoriale (Pit) della Regione Toscana. Ma, soprattutto, impatta con l’articolo 49 del Regolamento urbanistico del Comune di Castelnuovo Valdicecina che dice espressamente: niente insediamenti industriali né, tanto meno, insediamenti geotermici a Montecastelli. Continua a leggere...  di Samuele Bartolini.

giovedì 11 aprile 2019

Secondo progetto Qualtra imminente

Cari tutti,
Magma Energy ha prodotto e consegnato il Regione la documentazione relativa al “secondo” progetto su Qualtra, quello che prevede direttamente la costruzione della centrale, senza ulteriori passaggi burocratici o più approfondite valutazioni da parte della Regione. Siamo chiamati a produrre nuovamente le nostre osservazioni. La Regione Toscana ha concesso una proroga alle ditte richiedenti per poter produrre con più calma i loro documenti. Contemporaneamente, è stata modificata la legge che regola la fase delle osservazioni da parte dei soggetti interessati (cioè noi) dimezzando i tempi per produrre i documenti (proroga per le ditte, dimezzamento dei tempi per la cittadinanza. Tutto in totale buonafede, naturalmente). La consegna per noi è strettissima (entro il 21 aprile!!). Abbiamo nuovamente preso contatti con il nostro avvocato. Il motivo di rispondere attraverso il legale è sempre lo stesso. Ogni documento che presentiamo adesso contiene elementi che saranno usati contro i progetti nel momento in cui verrà fatto il ricorso al Tar. È la nostra carta. Dobbiamo giocarla. Sempre che siamo ancora tutti d'accordo nel non volere che il nostro piccolo borgo diventi un'altra zona industriale, che non accettiamo di fare da cavie e che non siamo d'accordo nel mettere a rischio (senza motivo) la nostra salute, i nostri investimenti e le nostre vite, per far arricchire altri.
Vi chiediamo quindi un contributo. Ognuno quello che può. Al più presto cercheremo di organizzare qualche evento per raccogliere altri fondi, ma nell'immediato serve una cifra per poterci impegnare con i professionisti.


Grazie mille a tutti


IBAN:  IT 73 N 0103071110000000599495
SWIFT/BIC: PASCITM1PI8

Comitato Montecastelli Viva Onlus
CF: 90056720502

giovedì 2 marzo 2017

Proposta di risoluzione aree non idonee a Geotermia

Lo scorso 16 febbraio presso la sede del Consiglio regionale toscano  (Firenze, via Cavour 4) una delegazione del comitato Montecastelli Viva Onlus è stata ricevuta dal consigliere Giacomo Giannarelli del Movimento 5  Stelle.
Il consigliere già precedentemente aveva manifestato il suo interesse per lo sviluppo dello sfruttamento della risorsa geotermica in Toscana , in quanto già sollecitato in tal senso dal nostro comitato e non solo.
L'incontro è stata anche l'occasione per acquisire informazioni circa gli effetti  della 'Proposta di risoluzione in merito alla definizione delle aree non idonee per l'installazione degli impianti di produzione di energia geotermica in Toscana'. Tale documento, recentemente (25 gennaio) redatto dal Consiglio Regionale, potrebbe aprire nuove prospettive per i permessi regionali con un diverso coinvolgimento dei Comuni nel processo decisionale.

domenica 29 novembre 2015

Assemblea promotori Comitato Montecastelli Viva - 29 Novembre 2015

Il giorno domenica 29 novembre, nei locali del ristorante "L'orto del prete" di Montecastelli Pisano- Castelnuovo Val di Cecina, ha avuto luogo l'assemblea dei promotori del comitato Montecastelli Viva. In tale occasione i membri del consiglio direttivo hanno avuto modo di comunicare ai presenti quanto è stato da loro realizzato negli ultimi mesi e in particolare hanno riferito circa lo stato dell'arte dei due progetti di ricerca geotermica che insistono sull'area montecastellina. È stato così spiegato che la Regione Toscana ha recentemente richiesto numerose correzioni e integrazioni al progetto presentato dalla società Magma e denominato Mensano.
Così, qualora la società riesca a presentare il progetto debitamente corretto nei tempi stabiliti, il comitato valuterà l'ipotesi di doversi far carico carico della formulazione di eventuali, ulteriori e opportune osservazioni. Si informa anche che il Ministero per lo Sviluppo Economico ha nel frattempo accolto la richiesta della società Toscogeo di sospendere qualsiasi termine di consegna per la presentazione del progetto denominato Castelnuovo, che avrebbe dovuto essere consegnato entro lo scorso 26 ottobre. A tali comunicazioni ha fatto seguito un dibattito spontaneo tra i presenti in sala. Il comitato ha concluso la seduta caldeggiando l'iscrizione dei promotori anche per l'anno 2016 e invitando gli intervenuti a fermarsi al buffet allestito nei medesimì locali.

lunedì 23 novembre 2015

Progetto Mensano: nuovo incontro con Regione Toscana 19 Novembre 2015

Giovedì 19 novembre, presso la sede del Consiglio regionale toscano (Firenze, via Cavour 4) si è svolto un incontro tra il consigliere Leonardo Marras, capogruppo PD per la Toscana, e alcuni rappresentanti del comitato "Montecastelli viva".
I membri del comitato hanno:
  • illustrato l'attuale assetto socio-economico dell'area; 
  • sottolineato come l'amministrazione comunale abbia, conformemente al proprio piano urbanistico, espresso parere tecnico negativo al progetto di Magma;
  • ma anche paventato l'eventualità che ciò non sia utile a fermare per sempre un radicale cambiamento di indirizzo del territorio
Il consigliere, pur confermando la centralità della geotermia nei piani energetici della politica a vario livello, ha dichiarato l'imminenza di norme più stringenti e oculate per i progetti di ricerca e coltivazione di risorsa geotermica; norme che non potranno non tenere conto del recente PIT, delle volontà del territorio e di una comprovata affidabilità delle società proponenti.
Pertanto la realizzazione del progetto MENSANO rimane dunque, allo stato attuale, atto amministrativo in corso, anche se tecnicamente condizionato dalla possibilità che la società proponente riesca o meno ad adempiere alle richieste (oggettivamente significative) di integrazioni e chiarimenti recentemente formulate dal Settore Via della Regione Toscana
La sensazione è quella che la politica sia stata stimolata ad una riflessione più attenta sugli effetti che un'affrettata incentivazione alla ricerca geotermica potrebbe comportare. È innegabile che ciò sia motivo di cauto ottimismo. L'argomento trattato è stato ovviamente il futuro dell'area montecastellina in relazione alle prospettive di sfruttamento geotermico in Toscana.

mercoledì 16 settembre 2015

Incontro con Regione Toscana su sfruttamento geotermico media entalpia

 Martedì 15 settembre presso la sede del Consiglio regionale toscano (Firenze, via Cavour 4) si è svolto un incontro sui temi della media entalpia e sulle prospettive di sfruttamento geotermico in Toscana. Il consigliere Giacomo Giannarelli del Movimento 5 Stelle si è confrontato, alla presenza del geologo Mauro Chessa, con alcuni rappresentanti del comitato "Montecastelli viva"e del comitato "Difensori della Toscana". L'incontro sì è svolto in un clima di collaborazione e reciproco ascolto: da una parte la politica, dall'altra le ragioni di una popolazione minacciata da scelt incomprensibili se non in un'ottica puramente speculativa. L'impegno reciprocamente preso è stato di continuare e, se possibile, intensificare l'azione di controllo sugli atti e di mantenere viva l'attenzione su un tema così difficile da gestire e facile da manipolare a fini propagandistici. La speranza di noi tutti è che il Consiglio regionale legiferi quanto prima in modo che le ragioni della popolazione possano prevalere su quelle della speculazione finanziaria. Con questa prospettiva il Comitato continuerà nella sua opera di comunicazione alle diverse parti politiche delle proprie posizioni.

giovedì 30 luglio 2015

Attenzione: il 26 agosto scade la moratoria regionale sulla Geotermia in Toscana

Si ricorda che a breve scadono i termini della moratoria che ha momentaneamente interrotto l'iter della procedura di VIA (Valutazione di impatto ambientale) delle diverse richieste di permessi di ricerca presentate in Regione. Questa moratoria avrebbe dovuto permettere alla Regione Toscana di garantire la sostenibilità ambientale e socioeconomica dei territori interessati dai permessi di ricerca, tra cui il nostro (progetto MENSANO). A tale scopo la medesima amministrazione avrebbe dovuto anche stabilire il numero massimo di pozzi esplorativi e i criteri per la loro corretta distribuzione sul territorio.  Al momento non è dato sapere se questi propositi sono diventati una concreta realtà; quello che sappiamo è che allo scadere della moratoria inizierà la valutazione della commissione tecnica del settore VIA, al termine della quale sapremo se il "progetto MENSANO", così com'è, potrà procedere o meno.



L'attenzione del Comitato rimane alta non solo su questo fronte, ma anche sull'altro, ovvero quello della concessione ministeriale che, con l'eventuale approvazione del progetto Castelnuovo, potrebbe permettere la realizzazione di una centrale pilota in un'area prossima all'abitato di Montecastelli. Tale progetto risulta ad oggi approvato con riserva (http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/istanze/dettaglio.asp?cod=588&numerofasi=4 ).



venerdì 29 maggio 2015

Camera dei deputati: dodici criteri per la nuova Geotermia in Toscana

Gli ultimi mesi di mobilitazione soprattutto in toscana contro uno sfruttamento selvaggio della risorsa geotermica hanno portato qualche risultato. Uno di questi risultati è la seguente risoluzione che è il frutto del lavoro delle commissioni della camera dei deputati.
Si tratta di un punto di partenza su un percorso che sarà ancora lungo e pieno di pericoli.
Ma senza dubbio significa che l'attenzione della politica,  (almeno una parte di essa, quella che segue i percorsi istituzionali) si è spostata sulla questione geotermia, una questione che è rimasta per troppo tempo nell'ombra.
Camera deputati decide il futuro della geotermia

I 12 punti della risoluzione parlamentare sulla Geotermia 

Di seguito si riportano integralmente i dodici criteri che le Commissioni Ambiente e Attività Produttive della Camera dei Deputati hanno indicato al Governo (1), impegnandolo nei prossimi sei mesi:

1.-ad avviare le procedure di zonazione del territorio italiano, per le varie tipologie di impianti geotermici, identificando le aree potenzialmente sfruttabili in coerenza anche con le previsioni degli orientamenti europei relativamente all’utilizzo della risorsa geotermica, e in linea con la strategia energetica nazionale;

2.-ad emanare, entro sei mesi, « linee guida » a cura dei Ministeri dello sviluppo economico e dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, che individuino nell’ambito delle aree idonee di cui al punto precedente anche i criteri generali di valutazione, finalizzati allo sfruttamento in sicurezza della risorsa, tenendo conto delle implicazioni che l’attività geotermica comporta relativamente al bilancio idrologico complessivo, al rischio di inquinamento delle falde, alla qualità dell’aria, all’induzione di micro sismicità;

3.-a rilasciare, a seguito dell’emanazione delle linee guida, tutte le autorizzazioni per i progetti di impianti geotermici, comprese quelle relative ai procedimenti in corso, nel rispetto delle prescrizioni ivi previste;

4-a far sì che, nella valutazione di impatto ambientale (Via), si tenga conto in particolare delle implicazioni che l’attività geotermica comporta relativamente al rischio di inquinamento delle falde, alla qualità dell’aria, all’induzione di micro sismicità;

5-ad assumere iniziative volte a ridurre i tempi procedimentali per le autorizzazioni, al fine di consentire lo sviluppo delle attività finalizzate all’utilizzo di nuove tecnologie per lo sfruttamento della risorsa geotermica, ad esclusivo onere finanziario dei privati, per poter riportare il settore a competere nel mondo come leader dell’energia rinnovabile;

6-a favorire lo sviluppo e la diffusione della geotermia a bassa entalpia, ossia ad impianti che sfruttano il calore a piccole profondità, per l’importante contributo che può dare alla riduzione del fabbisogno energetico del patrimonio edilizio italiano;

7-ad assumere iniziative per rivedere gli attuali meccanismi incentivanti garantiti al geotermico, in quanto fonte rinnovabile, al fine di sostenere maggiormente quelle a minore impatto ambientale;

8-ad assumere iniziative dirette ad armonizzare i diversi regimi di incentivazione attualmente vigenti per gli impianti geotermici pilota e quelli ad autorizzazione regionale utilizzanti le stesse tecnologie;

9-ad assumere iniziative per inserire nella regolamentazione, con opportune penali, l’obbligo della sigillatura del pozzo atta ad evitare la possibilità di scambio di fluidi tra falde idriche diverse e l’obbligo di evitare il depauperamento della risorsa idrica di falda e di superficie sia in termini quantitativi che qualitativi;

10-ad assumere iniziative dirette a subordinare il rilascio delle autorizzazioni alla stipula di una polizza fidejussoria a garanzia di eventuali danni all’ambiente, alla salute pubblica e alle attività produttive circostanti;

11-a prevedere nella fase prerealizzativa un pieno coinvolgimento delle amministrazioni e delle popolazioni locali nel processo decisionale favorendo l’eventuale applicazione del principio di precauzione;

12-ad assumere iniziative normative affinché per gli impianti già a regime e per quelli che eventualmente verranno realizzati sia previsto (pena la sospensione della concessione) un sistema di controlli ambientali effettuati dalla competente Agenzia Regionale per la protezione ambientale, a spese del concessionario, volti a verificare (pena la sospensione della concessione) che le attività geotermiche non incidano sul chimismo delle acque destinate al consumo umano rispettando i requisiti del decreto legislativo n. 31 del 2001, che le altre matrici ambientali non risultino contaminate e che la micro sismicità non aumenti significativamente, prevedendo anche che i risultati dei controlli e dei monitoraggi supplementari, da realizzare secondo le linee guida emanate dal Ministero dello sviluppo economico, siano divulgati al pubblico tempestivamente dall’acquisizione per il tramite dei siti Internet del gestore, dell’autorità d’ambito e dell’agenzia ambientale competente per quel territorio.



Resoconto parlamentare "Risoluzione su Geotermia – testo approvato dalle commissioni VIII e X Camera dei Deputati nella seduta del 15.04.2015" disponibile sul sito ufficiale della camera dei deputati: http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/pdf/2015/04/15/leg.17.bol0425.data20150415.com0810.pdf

sabato 9 maggio 2015

Scontro Sindaci sul progetto Mensano - Geotermia Toscana News

Patto sindaci sul progetto Mensano Geotermia
 Un patto tra i sindaci di Casole d'Elsa, Radicondoli, San Gimignano, Colle di Val d'Elsa, Volterra e Castelnuovo Val di Cecina proposto dal sindaco casolese Piero Pii per ciò che riguarda l'alternativa alla geotermia con il cosiddetto “Distretto Cecina”. Un proposta che arriva sui tavoli della Regione Toscana in alternativa al progetto geotermico di Mensano della società Magma Energy sullo sviluppo industriale delle aree interessate. Proposta riportata qualche giorno fa sulle colonne locali de La Nazione e che sottolineava l'unità di intenta dei sopracitati Comuni, con la presa di posizione del sindaco di Casole d'Elsa Piero Pii: “E' un piano alternativo a quello della geotermia industriale, per un territorio, come quello dei nostri Comuni, fortemente antropizzato e con caratteristiche di unicità legate ad un intreccio mirabile, sviluppatosi nei secoli, fra ambiente, paesaggio, agricoltura e turismo sostenibile, pensando così ad una strada che abbia un piano urbanistico coordinato, un'opzione, prioritaria, per un'area di completo vincolo ambientale e l'obiettivo di recuperare l'enorme patrimonio edilizio antico”. Non solo: tra le cose messe in chiaro dallo stesso Piero Pii anche il rigetto definitivo e irrevocabile da parte del Distretto Cecina del progetto industriale di Magma Energy, per il devastante impatto che avrebbe su un territorio che tanto ha già dato alla geotermia. Ma ciò che sembrava una voce spinta con forza dagli altri Comuni, si è rivelata in realtà una forzatura da parte dello stesso primo cittadino di Casole, perché qualche ora dopo i sindaci di Radicondoli Emiliano Bravi e di San Gimignano Giacomo Bassi hanno risposto, sempre sulle colonne dell'edizione locale del quotidiano, dissociandosi completamente dalla asserzioni del collega valdelsano. “Le due amministrazioni comunali avevano dato il patrocinio al convegno 'Economia del territorio e geotermia' con l'intento di sostenere un'occasione di dibattito nella quale si sarebbero confrontate opinioni diverse e non certo per creare una situazione di contrapposizione fra progetti”, è il primo appunto che Bassi e Bravi fanno a Pii. Per poi proseguire: “Le conclusioni che trae Pii sono frutto della sua posizione sul tema e non riflettono quello che invece noi pensiamo: e cioè che sviluppo turistico, agricoltura di qualità, rispetto e tutela del paesaggio e dell'ambiente non sono incompatibili con progetti di gestione oculata e virtuosa della risorsa geotermica”.
Fonte: http://www.quinewsvaldelsa.it/geotermia-e-scontro-tra-sindaci.htm

sabato 11 aprile 2015

Il pericolo degli impianti pilota nella Geotermia in Toscana

Pericolo centrali geotermiche pilota
Sono dieci le centrali pilota in Italia che producono quantità risibili ma legate a un giro di 5 miliardi l’anno di incentivi. In ballo, i soliti noti. Nell’affare si ritrovano Sorgenia, Saras o Gruppo Maccaferri, ma emergono anche strutture con sede in Liechtenstein.
Gli impianti: dove sono e di chi sono: fino a cinque anni fa, le uniche centrali geotermiche in Italia appartenevano all’Enel, in Toscana, sul monte Amiata e a Lardarello . Poi gli incentivi statali hanno cominciato a spostare su questa tecnologia l’interesse di parecchi imprenditori, basta pensare che gli impianti pilota ricevono un incentivo pari a cinque volte il costo dell’energia realmente prodotta, consideranto anche che il mercato di altre rinnovabili  ad esempio il fotovoltaico è ormai saturo. Secondo i dati del ministero dello Sviluppo economico (Mise) più di cento aziende hanno chiesto di poter scavare per cercare fonti geotermiche o per creare centrali. Dal 2010, il settore è stato liberalizzato e oggi, per le aziende, ci sono due tipi di permessi.
Il primo: le autorizzazioni delle Regioni per la cosiddetta geotermia tradizionale, che ha tre fasi di ricerca e tre diversi permessi prima di arrivare al rilascio della Valutazione di impatto ambientale (Via). I costi sono alti, gli investimenti pari a decine di milioni di euro.
Il secondo: l’autorizzazione per le dieci centrali di geotermia pilota previste dal governo per una produzione totale di 50 Megawatt. È il jack-pot: basta un’unica autorizzazione, concessa da Mise e ministero dell’Ambiente d’intesa con la regione, e via con la centrale.
Nell’elenco di chi ha chiesto o già strappato una concessione ci sono nomi ricorrenti e, spesso, sanno di centrosinistra: c’è Sorgenia fondata dalla Cir dei De Benedetti e ora in mano alle banche; Exergy del gruppo Maccaferri, un paio di controllate della Graziella Green Power dell’imprenditore aretino Gianni Gori (una delle quali diretta dall’ex sottosegretario all’Agricoltura dei Verdi Stefano Boco). Ci sono gli italo-canadesi di K.R. Energy e pure Saras della famiglia Moratti.

Il Wwf negli ultimi anni ne ha preso le distanze: “Tutto può essere fatto più o meno bene –spiega Mariagrazia Midulla, responsabile clima ed energia del Wwf e, in generale, non siamo contrari alla geotermia. Non capiamo però perché sia stato considerato un settore strategico. Saltare passaggi e ignorare l’opposizione delle Regioni non è sicuramente un buon modo per stabilire un dialogo con i cittadini”.
Finora solo la Toscana ha bloccato i 38 permessi già concessi con una moratoria di sei mesi che ha fatto arrabbiare le imprese coinvolte e i fan della geotermia. A spingere il governatore Enrico Rossi a questa decisione sono tre elementi: la regione non ha bisogno di altra energia elettrica; le proteste di sindaci e cittadini e comitati territoriali, le imminenti elezioni regionali. Dopo il 31 maggio, insomma, si vedrà.
Scarica l'intero articolo del Fatto Quotidiano.

lunedì 30 marzo 2015

Resoconto attività svolta dal Comitato Montecastelli Viva Onlus

Incontri

Una delegazione del Consiglio Direttivo ha recentemente incontrato il Sindaco Ferrini, con cui si è instaurato un rapporto costruttivo. Qui di seguito leggerete il resoconto dell’incontro avvenuto presso l’ufficio del Sindaco in data 18/03.

Resoconto incontro con Sindaco Ferrini

In data 18/03 una delegazione del consiglio direttivo si reca presso il Comune di Castelnuovo di val di Cecina per un appuntamento con il Sindaco. Premeva al Consiglio avere delucidazioni sui seguenti argomenti:
- invio da parte dell'amministrazione del parere sul progetto x men1  e men2 alla regione nell'ambito della procedura di via
- intervento del sindaco al convegno su geotermia e territorio in programma per il 20/03 a colle
- modalità per un possibile contatto con il presidente rossi
- reperimento e installazione di una bacheca in paese
- organizzazione incontro Castelnuovo
- reperimento fondi pro attività comitato
L'incontro è durato circa due ore e si è svolto nei toni della massima cordialità e disponibilità da parte di tutti. Erano presenti i consiglieri Amodeo, Moni, Bosio, Bacci, Mezzedimi, il Sindaco Ferrini e il Capo di Gabinetto Grassi-nardi.
A proposito della scadenza per il parere richiesto dalla procedura di VIA per la realizzazione dei pozzi Men1 e Men2, Ferrini riferisce di aver incontrato il funzionario della Regione responsabile della procedura e di aver avuto conferma dello slittamento della scadenza per la presentazione per effetto della moratoria. Il Sindaco nuovamente conferma che, al di là dei termini tecnici di presentazione, il parere dell'amministrazione sul progetto sarà NEGATIVO.
Dietro richiesta dei consiglieri, Ferrini e Grassinardi suggeriscono di cercare un contatto con  il Presidente Rossi attraverso il suo Capo di Gabinetto, Ledo Gori. La richiesta di un incontro è partita e siamo in attesa di una risposta.

A proposito di eventuali fondi da destinare alle attività del comitato, Ferrini si dichiara senz'altro intenzionato a cercare una via di contribuzione da parte dell'amministrazione.
A proposito della bacheca, Ferrini dichiara che in un primo momento cercherà di reperire un manufatto idoneo (per stile e caratteristiche) tra quelli in disponibilità del Comune. In caso questo non sia individuabile tra gli oggetti in magazzino, si impegna a cercare quanto prima una soluzione alternativa.
A proposito dell'evento che il comitato si accinge ad organizzare a Castelnuovo in collaborazione con le associazioni locali, Ferrini e Grassi-Nardi dichiarano la loro piena disponibilità a partecipare all'incontro ed a mettere a disposizione il centro ploifunzionale la Pista come sede dell'evento.
A proposito dell'incontro di Colle val d’Elsa, il Sindaco riferisce che a lui è demandato l'incarico dell'intervento conclusivo.

Programmeremo a breve una passeggiata attraverso i più bei luoghi circostanti Montecastelli insieme a Legambiente. Vi daremo appena possibile maggiori informazioni.

E’  stato chiesto da parte di Magma Energy Italia un incontro con il Consiglio del Comitato per discutere la situazione che ci riguarda. Abbiamo accettato il colloquio che avverrà in data ancora da stabilire.

Si è svolto un sopralluogo da parte della Dott.ssa Sorge (funzionario soprintendenza ai beni artistici ed archeologici di pisa) presso quello che appare come un probabile sito archeologico posto nelle immediate vicinanze del percorso della conduttura di collegamento fra i pozzi men1 e men2. Per il momento, le indagini della funzionaria sono in corso.

Situazione Finanziaria

Abbiamo raccolto fondi attraverso le donazioni diffuse di molte persone che hanno contribuito, per la comune lotta, per quanto era loro possibile e di questo ringraziamo  tutti. Ci sono state  anche donazioni molto consistenti da parte di alcune persone che hanno contribuito con cifre importanti, così come sono stati donati ben E 2.000,00 dal Comitato IGT Montecastelli. Grazie a queste somme, unite alle donazioni e alla quota annuale di iscrizione al Comitato (E 10,00 a persona) siamo riusciti a fare fronte al pagamento della parcella della geologa che ci ha assistito per la compilazione delle osservazioni con scadenza 3 febbraio 2015. Abbiamo al momento in cassa E 667,00.

Dovremo raccogliere altri fondi per le attività da portare avanti e ci accingiamo ad organizzare, con l’aiuto di tutti, una festa nel periodo estivo. A questo scopo dovremo a breve fare una riunione pubblica in cui definire meglio i dettagli dell’iniziativa.

Attività di sensibilizzazione

Abbiamo redatto una lettera di appello indirizzata al Presidente Rossi per sensibilizzarlo sulla nostra situazione alla quale abbiamo accluso le firme raccolte con la petizione. Far presente al Presidente le nostre posizioni e convincerlo della assoluta assurdità dei progetti industriali che riguardano la zona è importante non solo per ottenere un ripensamento da parte della regione sulla politica geotermica, ma anche perché il parere della regione ha un notevole peso sulla decisione del governo centrale che dovrebbe autorizzare la costruzione della cosiddetta centrale “pilota” nelle immediate vicinanze di Montecastelli.

Stiamo organizzando insieme ad alcune associazioni di Castelnuovo un incontro informativo per la popolazione, con la partecipazione del Sindaco Ferrini, a proposito dei progetti che interessano la nostra area. L’incontro dovrebbe tenersi alla “Pista” nel mese di Aprile.

Grazie  a tutti per la collaborazione!!

Comitato Montecastelli Viva Onlus

sabato 28 marzo 2015

Comitati ribadiscono il 'NO' alla geotermia del progetto Magma

Venerdì 20 Marzo 2015 a Colle Val D'elsa nel palazzo sede del Centro Ricerca Energia Ambiente si è svolto il convegno Economia del territorio e geotermia.
convegno economia geotermia e territorio

Il direttore Alessandro Donati, aprendo i lavori, ha espresso parole di benvenuto di fronte ad una platea di circa 200 persone. Prima dei numerosi interventi, hanno portato i loro saluti istituzionali Fabio Berti, assessore del Comune di Colle ed il collega di Volterra Paolo Moschi che ha parlato anche dell’interesse per la creazione di un “Distretto ad alta qualità di vita”.
LA PROPOSTA DI PII. Secondo il resoconto di Dario Conte, presidente dell'associazione CasoleNostra e moderatore dell’incontro, "l’intervento del sindaco di Casole Piero Pii, in sintonia con i sindaci di Castelnuovo Val di Cecina, Colle Val d’Elsa, Radicondoli, San Gimignano e Volterra aderenti al convegno, ha illustrato che la finalità dell'appuntamento era quella di proporre alla Regione Toscana un piano alternativo a quello della geotermia industriale per un territorio, come quello dei sei Comuni aderenti, fortemente antropizzato e con caratteristiche di unicità legate ad un intreccio sviluppatosi nei secoli fra ambiente, paesaggio, agricoltura e turismo sostenibile".
"Pii- si legge nel resoconto dell'evento dei Difensori della Toscana - ha prospettato diverse possibilità: la creazione di un Distretto Cecina con un piano urbanistico coordinato, con opzione prioritaria per un’Area di completo vincolo ambientale e con l’obiettivo di recupero del patrimonio edilizio secolare; l’iniziativa per l’inserimento del Distretto Cecina fra i siti Patrimonio UNESCO; la forte espansione della componente turistico-alberghiera ed agricola nell’area casolese con notevole espansione occupazionale". Il sindaco di casole, prosegue la nota, ha prospettato "il rigetto definitivo e irrevocabile da parte del Distretto Cecina del progetto geotermico industriale di Magma Energy per l'impatto che questo avrebbe su un territorio che tanto ha già dato alla geotermia e che ha chiaramente imboccato ben altre strade per uno sviluppo armonico a beneficio delle popolazioni locali ed in questo senso ha fortemente caldeggiato la partecipazione di CREA e COSVIG ai lavori".

IL PROGETTO DI MAGMA
. Progetto, quello di Magma che riguarda i territori di Casole d'Elsa e Castelnuovo Val di Cecina e al convegno è intervenuto anche Fausto Batini amministratore delegato di Magma Energy. Ha presentato i dati relativi alle centrali a ciclo binario con totale reimmissione dei liquidi e zero emissioni atmosferiche e citato gli impianti similari già presenti in Paesi stranieri in aree non antropizzate. "Con ciò ha confermato - si legge nella nota del Comitato Difensori della Toscana - che Magma Energy non ha mai realizzato impianti in Italia e non ha fornito alcun dato sull’impatto ambientale degli stessi". "Ha ribadito i dati sui livelli occupazionali indicando in circa 200 il numero di addetti per la realizzazione di una centrale - proseguono - si tratta di addetti temporanei perché lo stesso Batini ha indicato in 20 elementi l’organico per la gestione di una centrale realizzata e in 8-10 elementi l’attuale organico tecnico-amministrativo di Magma Energy". "Nessun dato è stato fornito sul valore economico dell’indotto - si legge ancora - i paesaggi del Distretto del Cecina verrebbero profondamente deturpati proprio dall’inserimento di una o più Centrali". "Alle critiche circostanziate dei Relatori precedenti - prosegue la nota del comitato - l’amministratore delegato della Magma ha replicato in maniera dura ribadendo l’esistenza di un contratto già firmato dalla Regione Toscana e quindi a suo dire vincolante, con ciò chiudendo la porta ad ogni trattativa o ad una riconsiderazione del progetto industriale".

LE ASSOCIAZIONI. Dario Conte presidente di CasoleNostra nel suo intervento ha sottolineato che "la scelta del termine 'gestione' è voluta, dato che non solo di 'difesa' del territorio si tratta, ma di vero e proprio progetto da delineare nel corso della moratoria semestrale deliberata dalla Regione Toscana e finalizzato ad un’economia diversa dal brutale sfruttamento dell’ambiente e basata sull’identificazione delle caratteristiche su cui puntare per uno sviluppo sostenibile". Conte ha ringraziato le Istituzioni presenti e sottolineando che "la crescita di consapevolezza delle popolazioni locali nei confronti dei temi trattati rappresenta un risultato straordinario degli sforzi dei volontari del Comitato Difensori della Toscana, di CasoleNostra e dell’Eco Museo Borgo La Selva a livello locale e, a quello Nazionale, del FAI, di ItaliaNostra, del WWF e della Rete del NO alla Geotermia Inquinante Speculativa".

GEOTERMIA E INQUINAMENTO. Andrea Borgia ha delineato "gli allarmanti aspetti di inquinamento (non chiariti dai Produttori) legati allo sfruttamento geotermico sul Monte Amiata". "Ha anche auspicato - prosegue la nota - una chiusura delle centrali stesse con una lunga pausa di riflessione sugli aspetti negativi della geotermia e sulla necessità di un reale ed efficace controllo degli agenti inquinanti sia a livello atmosferico (con ricadute negative sulle produzione agricole, specie viti vinicole) che delle falde acquifere (quest’ultimo largamente comprovato)".
Scilla Sonnino, ecologa, ha esaminato" gli aspetti fortemente negativi della geotermia industriale sulla fauna dell’Area del Cecina, formulando un forte invito ad un ripensamento sugli impianti stessi che altererebbero in maniera irreversibile l’integrità del territorio, riducendo fortemente l’unicità dell’area e interrompendo quell’interscambio fra aree che è alla base della migrazione degli animali".

LA PROPOSTA ALLA REGIONE. Roberto D’Autilia, ha sintetizzato  il convegno "individuando alcune linee di studio per presentare una proposta alla Regione Toscana al termine della moratoria". In particolare - si legge nella nota stampa - ha individuato: il calcolo comparato dell’efficienza energetica di una rete di piccoli impianti e di un sistema di grandi impianti; la realizzazione di smart grid per ottimizzare le reti; la concentrazioni di impianti nella stessa; l’analisi degli scambi di energia con l’estero per una progettazione energetica europea; la contabilizzazione del risparmio energetico nel burden sharing; incentivi ai Prosumer (produttori – consumatori); valutazione integrata e complessiva dei progetti; metodologia esatta per la V.I.A; valutazione di Impatto Economico".

giovedì 26 febbraio 2015

Regione Toscana replica al comitato: moratoria è reale non una finzione

La replica della Giunta alle posizioni dei comitati contro la geotermia e sull'efficacia della sospensione per sei mesi dei permessi di ricerca.

La Regione specifica, in una nota, che la moratoria si applica alle nuove richieste di permessi di ricerca, mentre per quanto riguarda quelli presentati prima della entrata in vigore della legge la sospensione blocca il passaggio alla fase successiva, che consente la realizzazione di piezometri o attività di indagine per pozzi esplorativi, oggetto infatti di verifica di assoggettabilità a Via.

Se qualcuno aveva ottenuto quindi l'autorizzazione per attività di ricerca non invasive prima della moratoria e le sta portando avanti, non sta violando alcuna norma. Rimane attivabile l'attività di controllo da parte dell'autorità di vigilanza mineraria per verificare la corrispondenza tra le attività non invasive autorizzate e quelle effettivamente realizzate.

La Regione Toscana sta inoltre approntando uno studio che servirà a individuare i criteri obiettivi sulla base dei quali esaminare le richieste, offrendo anche ai Comuni, uno strumento quantomai opportuno vista la complessità della materia. E' bene precisare che lo studio non riguarderà la distinzione tra media e alta entalpia, come i comitati hanno scritto. Tanto meno il Paer individua aree non idonee alla geotermia, bensì prevede lo sviluppo dell'alta e della media entalpia a patto che questo sia subordinato all'impiego di tecnologie impiantistiche e pratiche gestionali altamente efficienti, e riconosce la specificità dell'Amiata dove la potenza raggiunta con la risorsa geotermica costituisce il punto di equilibrio tra il suo sfruttamento e la vocazione socio economica dei territorio.
Fonte: toscanamedianews

Ricerche geotermiche a Rosignano - tentata speculazione Tossica in Toscana

Riportiamo un articolo scritto da  Maurizio Marchi sull'area Geotermica chiamata "Rosignano".

Con delibera n. 465 del 16.2.15 della Regione Toscana, la stessa ha preso atto della rinuncia della soc. Iterna srl di Frosinone a svolgere perforazioni di ricerca geotermica nell’area cosidetta ”Rosignano” di 49 chilometri quadrati, a cavallo della strada statale 206.
Ne prendiamo atto con soddisfazione, ricordando che solo MD nel 2012 – al momento dell’autorizzazione regionale, con il parere favorevole del Comune di Rosignano - fu l’unica associazione a prendere posizione contro questa ennesima e tossica speculazione.
Altre rinunce da parte di altre aziende, più o meno fittizie,  si sono verificate nel recente passato Gli altri permessi recentemente decaduti sono: Orciatico, San Cipriano, Frassini, tutti intorno a Volterra (decaduti il 26.01.2015); il Mandorlo, Ghizzano (decaduti il 4.04.2014).
Probabilmente i promotori di queste richieste non avevano nessuna intenzione di compiere effettivamente ricerche geotermiche, costose e incerte nei risultati, ma solo di vendere ad Enel  i permessi di ricerca autorizzati: in altre parole, una sorta di speculazione burocratica, all’ombra di una finta “liberalizzazione” del settore. Evidentemente nel frattempo Enel o altre multinazionali della geotermia non si sono dimostrate interessate a questi permessi di ricerca, per cui queste piccole aziende – sottoposte a canone di ricerca dalla regione – rinunciano velocemente.
Restano in piedi, per ora nella nostra zona, i permessi di ricerca di Peccioli, sempre in capo a Iterna srl, e a Riparbella in capo a Gesto Italia srl, oltre a molti altri nell’interno della Toscana. Speriamo e lottiamo affinchè rinuncino tutte le aziende a questa aggressione feroce alla terra toscana.

giovedì 12 febbraio 2015

Geotermia: approvato lo stop al rilascio permessi e proroghe per 6 mesi

Il Consiglio regionale approva a maggioranza la proposta di legge che prevede una moratoria di sei mesi nel rilascio dei permessi e delle relative proroghe, e degli atti di assenso per la realizzazione dei pozzi esplorativi per la ricerca di fonti geotermiche.


“L’obiettivo di questa proposta di legge è quella di porre un limite alle richieste dei permessi di ricerca e ai conseguenti pozzi esplorativi – che hanno avuto un consistente aumento per effetto della liberalizzazione dell’attività geotermoelettrica operata con il decreto legislativo n. 22 dell’11 febbraio 2010 – al fine di evitare rischi per la sostenibilità ambientale e socioeconomica dei territori interessati”. Lo ha dichiarato Rosanna Pugnalini (Pd), presidente della commissione sviluppo, illustrando all’aula l’atto. La norma, ha spiegato Pugnalini, nel rispetto degli indirizzi dettati dal Paer (Piano Ambientale ed Energetico regionale), e tenuto conto che il numero dei permessi di ricerca richiesti appare potenzialmente superiore a quello necessario per il perseguimento dell’obiettivo del burden sharing regionale (ossia la ripartizione dell’obiettivo nazionale di riduzione delle emissioni e di sviluppo delle rinnovabili), “intende assicurare uno sviluppo equilibrato del territorio attraverso l’individuazione di un numero massimo di pozzi esplorativi da consentire e dei criteri per la loro distribuzione sul territorio”. La proposta di legge contiene un unico articolo, diviso in due commi. Il comma 1 stabilisce “che la Giunta, entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, individui con deliberazione il numero massimo dei pozzi, i criteri e i parametri per operare la loro distribuzione sul territorio”. Il comma 2, “rispondendo all’esigenza di cautela che è la ratio ispiratrice della legge stessa e per non compromettere in maniera irreversibile il territorio, stabilisce che non oltre sei mesi dall’entrata in vigore della legge sono sospesi i procedimenti per il rilascio dei permessi di ricerca e delle relative proroghe, degli atti di assenso per la realizzazione dei pozzi esplorativi e gli atti ad essi preordinati”. Secondo Giuseppe Del Carlo (capogruppo Udc), “la Giunta non avrebbe dovuto presentare una proposta di legge per la moratoria, ma sarebbe dovuta giungere in aula con una legge che stabilisse i criteri e i vincoli che dovrà stabilire nei prossimi sei mesi”. Per questo motivo ha annunciato il voto di astensione. Nicola Nascosti (Forza Italia) ha presentato un emendamento, per escludere dalla moratoria gli impianti a bassa e media entalpia e ad emissioni zero. L’emendamento è stato poi respinto in fase di votazione. Andrea Agresti (Ncd), che si è detto favorevole nel merito, ha parlato di “legge che presenta alcuni elementi di forte criticità e che ha un sapore elettorale, perché è stata presentata in ritardo e si limita a imporre una moratoria anziché dettare i criteri per il governo del settore”. Per questo, ha aggiunto, “in fase di votazione il nostro gruppo si asterrà”. Per Mauro Romanelli (gruppo Misto), la geotermia, “che pure ha un importante impatto ambientale, è una risorsa rinnovabile da utilizzare, ma con tecnologie diverse” e “garantendo il pluralismo dei soggetti operanti sul mercato”. Ha aggiunto di comprendere la ratio della legge, “ma si rischia il paradosso di rimettere in discussione l’esistente e di bloccare le novità”. Apprezzamento è stato espresso, invece, da Marta Gazzarri (capogruppo Tcr), perché “il numero delle richieste per i permessi di ricerca era davvero troppo alto e perché finalmente si è dato ascolto alla voce dei cittadini”. Sospendere per sei mesi, ha aggiunto, “non vuol dire bloccare lo sviluppo ma ragionare in termini di sostenibilità ambientale e di sviluppo sostenibile”. Per Ivan Ferrucci (Pd) sulla geotermia si sono sprecati “molti aggettivi a sproposito”, perché “la geotermia è indiscutibilmente una fonte di energia rinnovabile e perché gli obiettivi che ci diamo con il Piano ambientale ed energetico regionale sono importanti”. La moratoria, ha spiegato, “non significa fermare il settore, ma affrontare il merito delle questioni per ridare slancio a questa fonte rinnovabile”. Secondo l’assessore all’ambiente Anna Rita Bramerini, la proposta di legge “non nasce da esigenze elettorali, ma dalla necessità di tenere in conto le istanze di chi critica gli interventi e di giudicare con criteri oggettivi il gran numero di richieste di permessi di ricerca che ci sono arrivati”. L’idea di fondo, ha aggiunto, “è quella di tutelare l’interesse pubblico e, allo stesso tempo, quello della libera intrapresa. Per questo servono criteri oggettivi che la Giunta si darà da qui a sei mesi”. L’aula ha approvato un emendamento, prima firmataria Lucia De Robertis (Pd), che nel preambolo precisa che l’obiettivo del burden saring per il 2020 è quello di raggiungere almeno i 150 MW di potenza geotermica prodotta. Marcheschi (FdI) dopo il ‘niet’ del Consiglio: “Prendere 6 mesi di tempo è una mossa elettorale che penalizzerà la Toscana” “La Regione Toscana ha calato la maschera e scelto di ‘congelare’ per sei mesi ogni decisione sulla geotermia: ora si va verso lo spettro di decine di cause milionarie da parte di chi ha già ottenuto i permessi di ricerca”. E’ quanto denuncia con forza il consigliere regionale Paolo Marcheschi (FdI), dopo che il Consiglio regionale ha deciso una moratoria di sei mesi sulla ricerca geotermica: “Da lungo tempo il piano energetico regionale è bloccato proprio dalla questione degli impianti geotermici – spiega, condividendo le preoccupazioni espresse dall’Ordine dei geologi – perché dopo la liberalizzazione delle risorse nel 2010 la Toscana non ha saputo gestire la loro valorizzazione. Col risultato che per non scontentare nessuno – né i numerosi comitati che si oppongono alla costruzione di impianti, né le società disposte a investire in Toscana – la Regione ha preso altri sei mesi di tempo per produrre uno studio. Si tratta di una dilazione dei tempi meramente elettorale, dal momento che la Regione dispone già di tutti gli strumenti (dal piano di programmazione a quello energetico fino alla Via) per decidere se eventualmente aumentare la quota minima di 150 Megawatt richiesta dall’Europa e già raggiunta. La Toscana – continua Marcheschi – potrebbe produrre almeno quattro volte questa quantità di energia, e le sue risorse (concentrate tra Grosseto, Siena e Pisa) potrebbero rifornire di energia elettrica quasi tutta Italia. Invece la sinistra sceglie di non prendere posizione, quando ci sono già 38 permessi di ricerca assegnati a società che potrebbero scegliere di abbandonare la Toscana, con tutte le relative ricadute occupazionali, oppure di aprire contenziosi che costerebbero alla collettività milioni di euro. Certo, nessuno è per la costruzione selvaggia ma la battaglia va fatta sugli impianti a emissioni zero, non sui calcoli elettorali: se la Regione vuole limitare le costruzioni delle centrali lo faccia apertamente, operando attraverso la Via”.
Fonti: Consiglio regionale - ufficio stampa e Gonews
l Consiglio regionale ha approvato a maggioranza la proposta di legge che prevede una moratoria di sei mesi nel rilascio dei permessi e delle relative proroghe, e degli atti di assenso per la realizzazione dei pozzi esplorativi per la ricerca di fonti geotermiche. “L’obiettivo di questa proposta di legge è quella di porre un limite alle richieste dei permessi di ricerca e ai conseguenti pozzi esplorativi – che hanno avuto un consistente aumento per effetto della liberalizzazione dell’attività geotermoelettrica operata con il decreto legislativo n. 22 dell’11 febbraio 2010 – al fine di evitare rischi per la sostenibilità ambientale e socioeconomica dei territori interessati”. Lo ha dichiarato Rosanna Pugnalini (Pd), presidente della commissione sviluppo, illustrando all’aula l’atto. La norma, ha spiegato Pugnalini, nel rispetto degli indirizzi dettati dal Paer (Piano Ambientale ed Energetico regionale), e tenuto conto che il numero dei permessi di ricerca richiesti appare potenzialmente superiore a quello necessario per il perseguimento dell’obiettivo del burden sharing regionale (ossia la ripartizione dell’obiettivo nazionale di riduzione delle emissioni e di sviluppo delle rinnovabili), “intende assicurare uno sviluppo equilibrato del territorio attraverso l’individuazione di un numero massimo di pozzi esplorativi da consentire e dei criteri per la loro distribuzione sul territorio”. La proposta di legge contiene un unico articolo, diviso in due commi. Il comma 1 stabilisce “che la Giunta, entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, individui con deliberazione il numero massimo dei pozzi, i criteri e i parametri per operare la loro distribuzione sul territorio”. Il comma 2, “rispondendo all’esigenza di cautela che è la ratio ispiratrice della legge stessa e per non compromettere in maniera irreversibile il territorio, stabilisce che non oltre sei mesi dall’entrata in vigore della legge sono sospesi i procedimenti per il rilascio dei permessi di ricerca e delle relative proroghe, degli atti di assenso per la realizzazione dei pozzi esplorativi e gli atti ad essi preordinati”. Secondo Giuseppe Del Carlo (capogruppo Udc), “la Giunta non avrebbe dovuto presentare una proposta di legge per la moratoria, ma sarebbe dovuta giungere in aula con una legge che stabilisse i criteri e i vincoli che dovrà stabilire nei prossimi sei mesi”. Per questo motivo ha annunciato il voto di astensione. Nicola Nascosti (Forza Italia) ha presentato un emendamento, per escludere dalla moratoria gli impianti a bassa e media entalpia e ad emissioni zero. L’emendamento è stato poi respinto in fase di votazione. Andrea Agresti (Ncd), che si è detto favorevole nel merito, ha parlato di “legge che presenta alcuni elementi di forte criticità e che ha un sapore elettorale, perché è stata presentata in ritardo e si limita a imporre una moratoria anziché dettare i criteri per il governo del settore”. Per questo, ha aggiunto, “in fase di votazione il nostro gruppo si asterrà”. Per Mauro Romanelli (gruppo Misto), la geotermia, “che pure ha un importante impatto ambientale, è una risorsa rinnovabile da utilizzare, ma con tecnologie diverse” e “garantendo il pluralismo dei soggetti operanti sul mercato”. Ha aggiunto di comprendere la ratio della legge, “ma si rischia il paradosso di rimettere in discussione l’esistente e di bloccare le novità”. Apprezzamento è stato espresso, invece, da Marta Gazzarri (capogruppo Tcr), perché “il numero delle richieste per i permessi di ricerca era davvero troppo alto e perché finalmente si è dato ascolto alla voce dei cittadini”. Sospendere per sei mesi, ha aggiunto, “non vuol dire bloccare lo sviluppo ma ragionare in termini di sostenibilità ambientale e di sviluppo sostenibile”. Per Ivan Ferrucci (Pd) sulla geotermia si sono sprecati “molti aggettivi a sproposito”, perché “la geotermia è indiscutibilmente una fonte di energia rinnovabile e perché gli obiettivi che ci diamo con il Piano ambientale ed energetico regionale sono importanti”. La moratoria, ha spiegato, “non significa fermare il settore, ma affrontare il merito delle questioni per ridare slancio a questa fonte rinnovabile”. Secondo l’assessore all’ambiente Anna Rita Bramerini, la proposta di legge “non nasce da esigenze elettorali, ma dalla necessità di tenere in conto le istanze di chi critica gli interventi e di giudicare con criteri oggettivi il gran numero di richieste di permessi di ricerca che ci sono arrivati”. L’idea di fondo, ha aggiunto, “è quella di tutelare l’interesse pubblico e, allo stesso tempo, quello della libera intrapresa. Per questo servono criteri oggettivi che la Giunta si darà da qui a sei mesi”. L’aula ha approvato un emendamento, prima firmataria Lucia De Robertis (Pd), che nel preambolo precisa che l’obiettivo del burden saring per il 2020 è quello di raggiungere almeno i 150 MW di potenza geotermica prodotta. Marcheschi (FdI) dopo il ‘niet’ del Consiglio: “Prendere 6 mesi di tempo è una mossa elettorale che penalizzerà la Toscana” “La Regione Toscana ha calato la maschera e scelto di ‘congelare’ per sei mesi ogni decisione sulla geotermia: ora si va verso lo spettro di decine di cause milionarie da parte di chi ha già ottenuto i permessi di ricerca”. E’ quanto denuncia con forza il consigliere regionale Paolo Marcheschi (FdI), dopo che il Consiglio regionale ha deciso una moratoria di sei mesi sulla ricerca geotermica: “Da lungo tempo il piano energetico regionale è bloccato proprio dalla questione degli impianti geotermici – spiega, condividendo le preoccupazioni espresse dall’Ordine dei geologi – perché dopo la liberalizzazione delle risorse nel 2010 la Toscana non ha saputo gestire la loro valorizzazione. Col risultato che per non scontentare nessuno – né i numerosi comitati che si oppongono alla costruzione di impianti, né le società disposte a investire in Toscana – la Regione ha preso altri sei mesi di tempo per produrre uno studio. Si tratta di una dilazione dei tempi meramente elettorale, dal momento che la Regione dispone già di tutti gli strumenti (dal piano di programmazione a quello energetico fino alla Via) per decidere se eventualmente aumentare la quota minima di 150 Megawatt richiesta dall’Europa e già raggiunta. La Toscana – continua Marcheschi – potrebbe produrre almeno quattro volte questa quantità di energia, e le sue risorse (concentrate tra Grosseto, Siena e Pisa) potrebbero rifornire di energia elettrica quasi tutta Italia. Invece la sinistra sceglie di non prendere posizione, quando ci sono già 38 permessi di ricerca assegnati a società che potrebbero scegliere di abbandonare la Toscana, con tutte le relative ricadute occupazionali, oppure di aprire contenziosi che costerebbero alla collettività milioni di euro. Certo, nessuno è per la costruzione selvaggia ma la battaglia va fatta sugli impianti a emissioni zero, non sui calcoli elettorali: se la Regione vuole limitare le costruzioni delle centrali lo faccia apertamente, operando attraverso la Via”. Fonte: Consiglio regionale - ufficio stampa

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l Consiglio regionale ha approvato a maggioranza la proposta di legge che prevede una moratoria di sei mesi nel rilascio dei permessi e delle relative proroghe, e degli atti di assenso per la realizzazione dei pozzi esplorativi per la ricerca di fonti geotermiche. “L’obiettivo di questa proposta di legge è quella di porre un limite alle richieste dei permessi di ricerca e ai conseguenti pozzi esplorativi – che hanno avuto un consistente aumento per effetto della liberalizzazione dell’attività geotermoelettrica operata con il decreto legislativo n. 22 dell’11 febbraio 2010 – al fine di evitare rischi per la sostenibilità ambientale e socioeconomica dei territori interessati”. Lo ha dichiarato Rosanna Pugnalini (Pd), presidente della commissione sviluppo, illustrando all’aula l’atto. La norma, ha spiegato Pugnalini, nel rispetto degli indirizzi dettati dal Paer (Piano Ambientale ed Energetico regionale), e tenuto conto che il numero dei permessi di ricerca richiesti appare potenzialmente superiore a quello necessario per il perseguimento dell’obiettivo del burden sharing regionale (ossia la ripartizione dell’obiettivo nazionale di riduzione delle emissioni e di sviluppo delle rinnovabili), “intende assicurare uno sviluppo equilibrato del territorio attraverso l’individuazione di un numero massimo di pozzi esplorativi da consentire e dei criteri per la loro distribuzione sul territorio”. La proposta di legge contiene un unico articolo, diviso in due commi. Il comma 1 stabilisce “che la Giunta, entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, individui con deliberazione il numero massimo dei pozzi, i criteri e i parametri per operare la loro distribuzione sul territorio”. Il comma 2, “rispondendo all’esigenza di cautela che è la ratio ispiratrice della legge stessa e per non compromettere in maniera irreversibile il territorio, stabilisce che non oltre sei mesi dall’entrata in vigore della legge sono sospesi i procedimenti per il rilascio dei permessi di ricerca e delle relative proroghe, degli atti di assenso per la realizzazione dei pozzi esplorativi e gli atti ad essi preordinati”. Secondo Giuseppe Del Carlo (capogruppo Udc), “la Giunta non avrebbe dovuto presentare una proposta di legge per la moratoria, ma sarebbe dovuta giungere in aula con una legge che stabilisse i criteri e i vincoli che dovrà stabilire nei prossimi sei mesi”. Per questo motivo ha annunciato il voto di astensione. Nicola Nascosti (Forza Italia) ha presentato un emendamento, per escludere dalla moratoria gli impianti a bassa e media entalpia e ad emissioni zero. L’emendamento è stato poi respinto in fase di votazione. Andrea Agresti (Ncd), che si è detto favorevole nel merito, ha parlato di “legge che presenta alcuni elementi di forte criticità e che ha un sapore elettorale, perché è stata presentata in ritardo e si limita a imporre una moratoria anziché dettare i criteri per il governo del settore”. Per questo, ha aggiunto, “in fase di votazione il nostro gruppo si asterrà”. Per Mauro Romanelli (gruppo Misto), la geotermia, “che pure ha un importante impatto ambientale, è una risorsa rinnovabile da utilizzare, ma con tecnologie diverse” e “garantendo il pluralismo dei soggetti operanti sul mercato”. Ha aggiunto di comprendere la ratio della legge, “ma si rischia il paradosso di rimettere in discussione l’esistente e di bloccare le novità”. Apprezzamento è stato espresso, invece, da Marta Gazzarri (capogruppo Tcr), perché “il numero delle richieste per i permessi di ricerca era davvero troppo alto e perché finalmente si è dato ascolto alla voce dei cittadini”. Sospendere per sei mesi, ha aggiunto, “non vuol dire bloccare lo sviluppo ma ragionare in termini di sostenibilità ambientale e di sviluppo sostenibile”. Per Ivan Ferrucci (Pd) sulla geotermia si sono sprecati “molti aggettivi a sproposito”, perché “la geotermia è indiscutibilmente una fonte di energia rinnovabile e perché gli obiettivi che ci diamo con il Piano ambientale ed energetico regionale sono importanti”. La moratoria, ha spiegato, “non significa fermare il settore, ma affrontare il merito delle questioni per ridare slancio a questa fonte rinnovabile”. Secondo l’assessore all’ambiente Anna Rita Bramerini, la proposta di legge “non nasce da esigenze elettorali, ma dalla necessità di tenere in conto le istanze di chi critica gli interventi e di giudicare con criteri oggettivi il gran numero di richieste di permessi di ricerca che ci sono arrivati”. L’idea di fondo, ha aggiunto, “è quella di tutelare l’interesse pubblico e, allo stesso tempo, quello della libera intrapresa. Per questo servono criteri oggettivi che la Giunta si darà da qui a sei mesi”. L’aula ha approvato un emendamento, prima firmataria Lucia De Robertis (Pd), che nel preambolo precisa che l’obiettivo del burden saring per il 2020 è quello di raggiungere almeno i 150 MW di potenza geotermica prodotta. Marcheschi (FdI) dopo il ‘niet’ del Consiglio: “Prendere 6 mesi di tempo è una mossa elettorale che penalizzerà la Toscana” “La Regione Toscana ha calato la maschera e scelto di ‘congelare’ per sei mesi ogni decisione sulla geotermia: ora si va verso lo spettro di decine di cause milionarie da parte di chi ha già ottenuto i permessi di ricerca”. E’ quanto denuncia con forza il consigliere regionale Paolo Marcheschi (FdI), dopo che il Consiglio regionale ha deciso una moratoria di sei mesi sulla ricerca geotermica: “Da lungo tempo il piano energetico regionale è bloccato proprio dalla questione degli impianti geotermici – spiega, condividendo le preoccupazioni espresse dall’Ordine dei geologi – perché dopo la liberalizzazione delle risorse nel 2010 la Toscana non ha saputo gestire la loro valorizzazione. Col risultato che per non scontentare nessuno – né i numerosi comitati che si oppongono alla costruzione di impianti, né le società disposte a investire in Toscana – la Regione ha preso altri sei mesi di tempo per produrre uno studio. Si tratta di una dilazione dei tempi meramente elettorale, dal momento che la Regione dispone già di tutti gli strumenti (dal piano di programmazione a quello energetico fino alla Via) per decidere se eventualmente aumentare la quota minima di 150 Megawatt richiesta dall’Europa e già raggiunta. La Toscana – continua Marcheschi – potrebbe produrre almeno quattro volte questa quantità di energia, e le sue risorse (concentrate tra Grosseto, Siena e Pisa) potrebbero rifornire di energia elettrica quasi tutta Italia. Invece la sinistra sceglie di non prendere posizione, quando ci sono già 38 permessi di ricerca assegnati a società che potrebbero scegliere di abbandonare la Toscana, con tutte le relative ricadute occupazionali, oppure di aprire contenziosi che costerebbero alla collettività milioni di euro. Certo, nessuno è per la costruzione selvaggia ma la battaglia va fatta sugli impianti a emissioni zero, non sui calcoli elettorali: se la Regione vuole limitare le costruzioni delle centrali lo faccia apertamente, operando attraverso la Via”. Fonte: Consiglio regionale - ufficio stampa

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