lunedì 25 maggio 2015

Concerto inaugurale 2015 Sala della Musica a Montecastelli Pisano

A Montecastelli può succedere... 

Inaugurazione sala della musica di Montecastelli 
Martedì 30 Marzo 2015 - Montecastelli Pisano - Via Maggio
Mozart Quintetto per archi Do maggiore KV 515
Schubert Quintetto "La Trota" La Maggiore D667
Violini: Maya Iwabuchi, Philipp Bonhoeffer
Viole: Veronika Hagen, Silvia Hagen
Violoncelli: Clemens Hagen, Julia Hagen
Contrabbasso: Roberto di Ronza
Pianoforte: Cosmin Boeru 

Altro video pubblicato da Federico Gelli sulla sala della Musica di Montecastelli  

Hanno parlato dell'inaugurazione Repubblica e QuinewsVolterra

giovedì 21 maggio 2015

Ecco come 880 persone fermano le trivelle americane

Davide batte Golia, vediamo cosa è successo a Bomba in provincia di Chieti dove 880 anime sono riuscite a fermare le trivelle americane:


Cosa può fare un paesino così piccolo di fronte ad un colosso americano del petrolio, in affari dal 1916 e che nel 2008 aveva registrato 1,65 miliardi di profitti?

La risposta è: tanto. Guidati dal Dott. Massimo Colonna, di professione chimico, i residenti si sono riuniti nel “Comitato Gestione Partecipata del Territorio” e non si sono più fermati. E se uno pensa che questo sia uno dei tanti comitatini di tanto fumo e niente arrosto si sbaglia di grosso. Questo è stato un comitato che ha prodotto testi intelligenti, che ha dibattuto i petrolieri, che ha convinto i  politici ad agire, che si è letto le carte, ha rifatto i conti dei petrolieri, e che spesso ne sapeva di più dei petrolieri stessi. A ogni occasione hanno fatto vedere alla Forest Oil di che stoffa erano fatti.

Ad un certo punto, esasperati, quelli della Forest Oil hanno mandato i loro rappresentanti a cercare di placare gli animi, un volo da Denver a Bomba a promettere benessere e profumi, ma nessuno gli ha creduto. Gli 880 residenti di Bomba hanno dato alla Forest Oil quello che loro stessi hanno definito il peggior benvenuto nella loro intera storia corporativa di novant’anni.

Ci sono stati tanti episodi in questa storia di Bomba vs. Forest Oil, a volte ci siamo quasi disperati, altre volte sembrava di avere la vittoria in tasca, ma in questi quasi sei anni, tutti abbiamo fatto la nostra piccola parte senza mai arrenderci. I balconi pieni di lenzuola No Forest Oil, la signora Filomena di un metro e mezzo che con la sua vuvuzuela le cantava a Giorgio Mazzenga della Forest Oil Italia, metà Abruzzo a mandare osservazioni di contrarietà, i bambini della maestra Assunta di Florio a scrivere ai ministri, gli eredi dello scrittore americano John Fante a scrivere ai politici, il Comitato e il Wwf a leggersi le carte, a spiegare a quelli della regione i pericoli della situazione, e a controbattere ai petrolieri parola per parola, e un po’ anche io dall’altro lato dell’oceano con testi e a scovare comunicati agli investitori dove pure la Forest Oil diceva che non era proprio tutt’a posto con la geologia di Bomba.

I petrolieri di Denver sapevano di essere quanto meno in ritardo sul loro programma di marcia. E così, nel 2012 hanno dovuto annunciare ai loro investitori dalle pagine del Wall Street Journal la perdita di 35 milioni di dollari di affari. La causa? Bomba!

Finalmente, dopo tanti alti e bassi, eccoci. Il giorno 18 Maggio 2015 il Consiglio di Stato ha decretato in maniera finale e definitiva che il progetto non s’ha da fare. Ci sono rischi di danni insostenibili per la collettività locale a causa dei rischi di subsidenza e occorre invocare il principio di precauzione. Il progetto dello sfruttamento di gas a Bomba è insostenibile.

Non ci sono più “tuttapposti”. Fine. Bomba ha vinto!

Ecco, da oggi in poi nessuno potrà dire che a Bomba non succede niente. E’ successo che 880 persone di un paese minuscolo dell’Abruzzo hanno rimandato a casa una multinazionale del petrolio. Chapeau.
Leggi l'articolo originale sul fatto quotidiano.

sabato 9 maggio 2015

Scontro Sindaci sul progetto Mensano - Geotermia Toscana News

Patto sindaci sul progetto Mensano Geotermia
 Un patto tra i sindaci di Casole d'Elsa, Radicondoli, San Gimignano, Colle di Val d'Elsa, Volterra e Castelnuovo Val di Cecina proposto dal sindaco casolese Piero Pii per ciò che riguarda l'alternativa alla geotermia con il cosiddetto “Distretto Cecina”. Un proposta che arriva sui tavoli della Regione Toscana in alternativa al progetto geotermico di Mensano della società Magma Energy sullo sviluppo industriale delle aree interessate. Proposta riportata qualche giorno fa sulle colonne locali de La Nazione e che sottolineava l'unità di intenta dei sopracitati Comuni, con la presa di posizione del sindaco di Casole d'Elsa Piero Pii: “E' un piano alternativo a quello della geotermia industriale, per un territorio, come quello dei nostri Comuni, fortemente antropizzato e con caratteristiche di unicità legate ad un intreccio mirabile, sviluppatosi nei secoli, fra ambiente, paesaggio, agricoltura e turismo sostenibile, pensando così ad una strada che abbia un piano urbanistico coordinato, un'opzione, prioritaria, per un'area di completo vincolo ambientale e l'obiettivo di recuperare l'enorme patrimonio edilizio antico”. Non solo: tra le cose messe in chiaro dallo stesso Piero Pii anche il rigetto definitivo e irrevocabile da parte del Distretto Cecina del progetto industriale di Magma Energy, per il devastante impatto che avrebbe su un territorio che tanto ha già dato alla geotermia. Ma ciò che sembrava una voce spinta con forza dagli altri Comuni, si è rivelata in realtà una forzatura da parte dello stesso primo cittadino di Casole, perché qualche ora dopo i sindaci di Radicondoli Emiliano Bravi e di San Gimignano Giacomo Bassi hanno risposto, sempre sulle colonne dell'edizione locale del quotidiano, dissociandosi completamente dalla asserzioni del collega valdelsano. “Le due amministrazioni comunali avevano dato il patrocinio al convegno 'Economia del territorio e geotermia' con l'intento di sostenere un'occasione di dibattito nella quale si sarebbero confrontate opinioni diverse e non certo per creare una situazione di contrapposizione fra progetti”, è il primo appunto che Bassi e Bravi fanno a Pii. Per poi proseguire: “Le conclusioni che trae Pii sono frutto della sua posizione sul tema e non riflettono quello che invece noi pensiamo: e cioè che sviluppo turistico, agricoltura di qualità, rispetto e tutela del paesaggio e dell'ambiente non sono incompatibili con progetti di gestione oculata e virtuosa della risorsa geotermica”.
Fonte: http://www.quinewsvaldelsa.it/geotermia-e-scontro-tra-sindaci.htm

martedì 5 maggio 2015

Legambiente - Pisa scopre le bellezze di Montecastelli Pisano

Sabato 02 Maggio 2015 il comitato "Montecastelli Viva" ha accolto una rappresentanza di "Legambiente-Pisa" per un sopralluogo del borgo medievale.
E' stata l'occasione per condividere la bellezza del paesaggio e quella delle strutture architettoniche medievali, ma anche per apprezzare i frutti dei recenti investimenti pubblici (per il Museo della Civiltà Contadina) e privati (per la Sala della Musica).
Non solo: l'incontro è stata anche l'occasione di un confronto sulla possibilità che nel territorio vengano realizzati pozzi geotermici per la realizzazione di nuovi impianti. Con l'auspicio che questo possa essere l'inizio di una collaborativa attività di promozione e tutela della qualità del territorio, ringraziamo quanti hanno collaborato alla buona riuscita dell'evento.
Paesaggio da Montecastelli - incontro Legambiente
Paesaggio da Montecastelli - incontro Legambiente
Museo della cività contadina
Museo della cività contadina

Chiesa Montecastelli Pisano
Chiesa Montecastelli Pisano
Particolare della Sala della Musica
Particolare della Sala della Musica

giovedì 30 aprile 2015

Guida su come devolvere il cinque per mille a Montecastelli Viva Onlus

Devolvi a Montecastelli Viva il tuo 5X1000


vCon il tuo 5x1000 alla onlus Montecastelli Viva puoi aiutarci a tutelare e difendere il territorio di Montecastelli Pisano dal tentativo di industrializzazione forzata di quest’area rurale votata ad un turismo ecosostenibile e ad un’agricoltura ecocompatibile.

Basta inserire il nostro codice fiscale - 90056720502 - e la tua firma nella dichiarazione dei redditi.


Come destinare il tuo 5 per mille a Montecastelli Viva


Nel tuo modulo per la dichiarazione dei redditi:
1. Metti la tua firma nel riquadro “Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale...”
2. Inserisci nello spazio “codice fiscale del beneficiario” il codice fiscale di Montecastelli Viva: 90056720502.


Puoi trovare informazioni dettagliate sulle nostre iniziative leggendo il resoconto delle attività finora svolte e quelle in programma.

Per maggiori informazioni scrivici a: montecastelli.viva@gmail.com

venerdì 17 aprile 2015

Il futuro della nuova geotermia in Toscana lo decideranno il Governo e la corte costituzionale

La risoluzione approvata in Commissione
alla Camera il 15 Aprile 2015


Mercoledì 15 Aprile 2015 il Governo ha approvato una risoluzione all'unanimità della commissioni riunite VIII Ambiente e X Attività Produttive della Camera. Entro sei mesi da questa data dovrà decidere in quali zone del Paese sorgeranno le varie tipologie di impianti geotermici, identificando le aree potenzialmente sfruttabili ed emanare linee guida che individuino nell'ambito delle aree idonee anche i criteri generali di valutazione, finalizzati allo sfruttamento in sicurezza della risorsa.
Criteri che anche la Regione Toscana si era impegnata a definire nei sei mesi di stop e che ora diventano indispensabili.

La risoluzione approvata in Commissione alla Camera parla di tutela dell'ambiente ed incentivi allo sviluppo e delinea anche un possibile iter da seguire. Da un lato rivede quasi completamente i 4 documenti presentati in precedenza dove questa fonte veniva anche classificata come non rinnovabile, definendola, invece, un elemento importante per la green economy e un sostegno significativo per sviluppare politiche low carbon. Si parla di “importanza e rilevanza strategica della geotermia”, il cui lo “sviluppo corretto porta con se non solo benefici ambientali, contribuendo in maniera importante alla lotta contro i cambiamenti climatici, ma offre anche importanti occasioni per la creazione di nuovi posti di lavoro”. Un punto di partenza positivo, dunque, per i territori geotermici. Ma la partita non si gioca solo qui.
La risoluzione sottolinea anche che l'Italia, per le sue caratteristiche morfologiche, ha risorse geotermiche importanti e poco sfruttate. E ancora: i campi geotermici ad alta entalpia, per il cui sfruttamento disponiamo di una tecnologia matura, e il cui utilizzo per la produzione di energia geotermoelettrica è oggi possibile a costi competitivi con le altre fonti energetiche, si trovano nella fascia preappenninica, tra Toscana, Lazio e Campania, in Sicilia e Sardegna così come nelle isole vulcaniche del Tirreno. La geotermia, dunque, sconfinerà le aree tradizionali, ma bisognerà decidere dove e come. Sembrano delinearsi, dunque, vari step: prima l'individuazione delle zone, poi le linee guida, dopo il rilascio di “tutte le autorizzazioni per i progetti di impianti geotermici, comprese quelle relative ai procedimenti in corso, nel rispetto delle prescrizioni”, fino alla “fase prerealizzativa” degli impianti per cui si parla di “un pieno coinvolgimento delle amministrazioni e delle popolazioni locali nel processo decisionale, favorendo l'eventuale applicazione del principio di precauzione”.

Brutte notizie: riduzione tempi delle autorizzazioni
per impianti a bassa entalpia


Ma non è tutto. Perchè la risoluzione impegna il governo anche “a ridurre i tempi procedimentali per le autorizzazioni, al fine di consentire lo sviluppo delle attività finalizzate all'utilizzo di nuove tecnologie per lo sfruttamento della risorsa geotermica, ad esclusivo onere finanziario dei privati”. Sembra che si punti, dunque, su una geotermia nuova, compresa quella a bassa entalpia che viene riferita ad impianti che sfruttano il calore a piccole profondità per i quali favorire lo sviluppo e la diffusione. Si chiede che siano rivisti anche gli incentivi attualmente “garantiti al geotermico, in quanto fonte rinnovabile, al fine di sostenere maggiormente quelli a minore impatto ambientale”. La risoluzione impegna anche il governo ad assumere iniziative dirette ad armonizzare i diversi regimi di incentivazione attualmente vigenti per gli impianti geotermici pilota e quelli ad autorizzazione regionale utilizzanti le stesse tecnologie.

Corte costituzionale ed il futuro dei i sette comuni geotermici


Fino a non molti decenni fa l'enegia che deriva dal calore della terra era esclusivo appannaggio dei soffioni di Larderello e dei geyser nell'isola islandese.
In Toscana sono 7 i Comuni geotermici dell'area cosiddetta tradizionale, primi tra tutti in provincia di Pisa, per numero di potenza attualmente istallata, Pomarance e Castelnuovo Val di Cecina. Territori dove la geotermia viene sfruttata da oltre un secolo per produrre elettricità (a Larderello è stato realizzato il primo impianto al mondo) ma anche per altri usi indiretti, e dove rappresenta uno, se non l'unico almeno nel recente passato, dei settori economici trainanti per l'economia del territorio.
Un territorio però anche interessato, come altri in Italia, dalle concessioni ministeriali e regionali per lo sviluppo della nuova geotermia, con il rilascio di permessi di ricerca arrivati dopo la liberalizzazione del mercato. Permessi regionali che la Toscana ha fortunatamente congelato con la moratoria approvata a febbraio, impugnata però dal Consiglio dei Ministri e sulla quale deciderà la Corte Costituzionale.

Controlli ambientali e polizza fidejussoria per i danni causati


La risoluzione fissa gli impegni del Governo sull'ambiente che dovranno tenere “conto delle implicazioni che l'attività geotermica comporta relativamente al bilancio idrologico complessivo, al rischio di inquinamento delle falde, alla qualità dell'aria, all'induzione di micro sismicità”. Una attenzione all'ambiente di cui il governo dovrà tenere conto nell'emanazione delle linee guida che dovranno arrivare dai Ministeri dello sviluppo economico e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, ma anche in fase di valutazione di impatto ambientale (Via). Sempre in tema di tutela ambientale, la risoluzione prevede iniziative normative affinché per gli impianti già a regime e per quelli che eventualmente verranno realizzati sia previsto (pena la sospensione della concessione) un sistema di controlli ambientali effettuati dalla competente Agenzia Regionale per la Protezione ambientale, a spese del concessionario. I parlamentari chiedono anche che il rilascio delle autorizzazioni sia subordinato alla stipula di una polizza fidejussoria a garanzia di eventuali danni all'ambiente, alla salute pubblica e alle attività produttive circostanti.
Su quinewsvolterra  potete trovare l'articolo originale.



sabato 11 aprile 2015

Il pericolo degli impianti pilota nella Geotermia in Toscana

Pericolo centrali geotermiche pilota
Sono dieci le centrali pilota in Italia che producono quantità risibili ma legate a un giro di 5 miliardi l’anno di incentivi. In ballo, i soliti noti. Nell’affare si ritrovano Sorgenia, Saras o Gruppo Maccaferri, ma emergono anche strutture con sede in Liechtenstein.
Gli impianti: dove sono e di chi sono: fino a cinque anni fa, le uniche centrali geotermiche in Italia appartenevano all’Enel, in Toscana, sul monte Amiata e a Lardarello . Poi gli incentivi statali hanno cominciato a spostare su questa tecnologia l’interesse di parecchi imprenditori, basta pensare che gli impianti pilota ricevono un incentivo pari a cinque volte il costo dell’energia realmente prodotta, consideranto anche che il mercato di altre rinnovabili  ad esempio il fotovoltaico è ormai saturo. Secondo i dati del ministero dello Sviluppo economico (Mise) più di cento aziende hanno chiesto di poter scavare per cercare fonti geotermiche o per creare centrali. Dal 2010, il settore è stato liberalizzato e oggi, per le aziende, ci sono due tipi di permessi.
Il primo: le autorizzazioni delle Regioni per la cosiddetta geotermia tradizionale, che ha tre fasi di ricerca e tre diversi permessi prima di arrivare al rilascio della Valutazione di impatto ambientale (Via). I costi sono alti, gli investimenti pari a decine di milioni di euro.
Il secondo: l’autorizzazione per le dieci centrali di geotermia pilota previste dal governo per una produzione totale di 50 Megawatt. È il jack-pot: basta un’unica autorizzazione, concessa da Mise e ministero dell’Ambiente d’intesa con la regione, e via con la centrale.
Nell’elenco di chi ha chiesto o già strappato una concessione ci sono nomi ricorrenti e, spesso, sanno di centrosinistra: c’è Sorgenia fondata dalla Cir dei De Benedetti e ora in mano alle banche; Exergy del gruppo Maccaferri, un paio di controllate della Graziella Green Power dell’imprenditore aretino Gianni Gori (una delle quali diretta dall’ex sottosegretario all’Agricoltura dei Verdi Stefano Boco). Ci sono gli italo-canadesi di K.R. Energy e pure Saras della famiglia Moratti.

Il Wwf negli ultimi anni ne ha preso le distanze: “Tutto può essere fatto più o meno bene –spiega Mariagrazia Midulla, responsabile clima ed energia del Wwf e, in generale, non siamo contrari alla geotermia. Non capiamo però perché sia stato considerato un settore strategico. Saltare passaggi e ignorare l’opposizione delle Regioni non è sicuramente un buon modo per stabilire un dialogo con i cittadini”.
Finora solo la Toscana ha bloccato i 38 permessi già concessi con una moratoria di sei mesi che ha fatto arrabbiare le imprese coinvolte e i fan della geotermia. A spingere il governatore Enrico Rossi a questa decisione sono tre elementi: la regione non ha bisogno di altra energia elettrica; le proteste di sindaci e cittadini e comitati territoriali, le imminenti elezioni regionali. Dopo il 31 maggio, insomma, si vedrà.
Scarica l'intero articolo del Fatto Quotidiano.